Il mio maiuscolo (prologo)

Caro zio Sigmund,

scusa se mi prendo questa confindenza, ma ho bisogno di parlare con te. Devo confessarti che non ho letto nulla di tuo, a parte “psicopatologia della vita quotidiana”, anni fa. Un po’ pesantino, te lo devo dire. Per il resto, non so molto di te. Mi pare che fossi un po’ fissato col sesso. Ma sta’ tranquillo, non è un problema. Non ti ho scelto per le tue teorie, ma solo perchè avevo bisogno di qualcuno che mi stesse ad ascoltare. Penso che tu sia la persona giusta.

Si tratta di C., il mio maiuscolo, cioè… il mio alter ego.

Tu pensi mai a quando eri bambino, a quello che desideravi per te? Magari con un velo di tristezza? Chissà… Sicuramente questo non è mai successo a C.: lui è esattamente ciò che voleva essere. Era scritto. Anzi, a dire il vero l’ho scritto io.

Beh, per me è diverso.

Tutto è iniziato qualche anno fa, quando la strada che mi trovavo a percorrere ha iniziato a portarmi lontano. Guardarsi avanti faceva ancora paura, mentre voltarsi mi sembrava persino più rischioso. Ma necessario. Era come una vertigine, però è stato naturale. Ripensare a quel bambino spensierato che dava per scontato che sarebbe stato felice per sempre.

E invece… Gli ho tolto il sorriso. Ecco cosa ho visto. E mi sono reso conto che non sono ancora riuscito a spiccare il volo. Sarà la paura di volare? O il non sapere esattamente dove andare e, soprattutto, perchè farlo?

Insomma, non posso fare a meno di pensare che, in fondo, quel bambino l’ho deluso.

Fortuna che c’è C. L’ho creato per questo. Almeno, forse, mi aiuterà a trovare un modo per muovermi da qui e a capire perchè, in un’esistenza così spenta, in certi momenti quelle braci ardano così intensamente. Come adesso. E’ una bella sensazione, sai?

Lui mi serve, non lo nego. Spero non gli dispiaccia, so che non accetta di sentirsi usato. Ma ho bisogno di capirlo, di vederlo lì, nero su bianco, per scoprire dove si nasconde. Qualche volta mi è sembrato perfino di sentirlo. E’ stata solo una sensazione, ma… in fondo, so che lui c’è, da qualche parte…

Ti racconterò di lui (e di me).

a presto,

c.

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