Cercasi Italia disperatamente

Cercasi Italia disperatamente – Raitre ore 23:50 del 21.09.2011
Questo è quanto doveva essere solamente che… alle 23:50 c’è toccato sentire gli sproloqui di un esponente della destra (davvero nauseabondo) che ironicamente, rispetto a quanto sarebbe andato in onda poco dopo ha dichiarato che “l’Italia è il paese dove si sta e dove si vive meglio!!”.
Poi Raitre ha pensato ai nostri capelli ricci (problema finora irrisolvibile se non con un certo shampoo), a qualche prodotto intimo (che non manca mai), un consiglio alimentare, anzi due.
Ed eravamo ampiamente alle 00:15 del 22.09.2011.
Ci mancava lo spot dell’Agenzia delle Entrate (con il parassita del governo: solo una foto?) e alla fine due promo, dato che forse non era sufficientemente tardi.
Con la sigla di “Doc3” alle 00:22 inizia il programma e la visione, alle 00:25. Beh, 35 minuti di ritardo sono nulla per chi il giorno dopo si deve alzare per lavorare… ma anche per far addormentare chi era partito con le migliori intenzioni per vederlo, questo “docutrip”.
Ma eccoci finalmente: un mix di immagini, una splendida animazione, una colonna sonora toccante e tanti interventi, altrettanto emotivamente forti. A bordo di una 500.
I 52 minuti Bignami del vero film (distribuito verso metà ottobre) volano via. L’ironia di Luca stempera l’amarezza di Gustav che credo sia quella di molti.
Pare davvero impossibile che esistano persone come “la rossa di capelli e bianca di occhiali” che canta “meno male che Silvio c’è”, l’altra che dice a Gustav “vai a lavorare…”, l’anziano con la bava che sbraita sul fatto che è notorio che a Silvio piacciano le donne (che è una scelta solo che rispetto agli altri eterosessuali che ci sono, questo rappresenta (e male) l’Italia).
E che dire di cosa c’è a… Predappio? Con l’uomo dal cuore nero che esibisce con orgoglio (da viagra, credo) l’originale bottiglia di olio di ricino?
Arriva Camilleri a incoraggiare lo spettatore e meno male, aggiungo io.
E poi una toccante e bellissima citazione di “Una giornata particolare” fra lenzuola e discorsi sui matrimoni gay.
Sì, andare o restare è un bel dilemma. Ma come fare ad andare via da un Paese dove c’è ancora chi, per fortuna, lotta con le immagini e dove vivono i nostri eroi? A fine visione, un misto di amarezza (vedi la Fiat e la Bialetti), di stupore (che forse, sarebbe stato meglio non provare, visto che si tratta sempre di incredulità davanti a certe affermazioni che nemmeno i migliori figuranti farebbero), di speranza (nel vedere le bellezze del Paese e non solo).
E la voglia di vederlo interamente questo docufilm vincitore del premio del Pubblico e di quello della Giuria all’ultima edizione del Milano Film Festival.
Luca e Gustav… non andatevene!
giannolo
Da vedere né bevendo né mangiando ma cercando, alla fine, di impegnarsi per non lasciare il nostro posto a qualcuno dal quale stiamo cercando di fuggire…
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giannolo

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