Ah, queste casalinghe disperate :)

Si, perchè sto, pian piano, entrando a piè pari nel ruolo.

La mia casa, vissuta fino ad ora come farebbe un asceta sul monte più alto della Cappadocia, ha “aperto” casa per ben due volte in una settimana, a degli ospiti. E la casa ha assunto una dimensione più mia, più da… vacanza!

Il “compagno di merende” del blog più una coppia di Busseto sabato e una coppia di amici (con allegata la prova della serie “imprevisti e possibilità” data dalla loro bimba di 2 anni e poco più, con una particolare attrazione per la paperella che ho nel mio bagno), mercoledì.

Tutto bene, in completo relaxing time, tanto che l’idea di ripetere un party alcolico tipo quello dell’inaugurazione, o addirittura pensare di festeggiare lì il mio compleanno, sta prendendo piede.

Ma…

Si, c’è un “ma” contro il quale tutte le casalinghe (ma di quelle che come me non vogliono la lavastoviglie!): piatti o bicchieri o stoviglie da lavare.

Non sembra ma porta via tempo (oltre che a far nascere arcobaleni in posti strani) anche se, con le luci giuste e la musica giusta, pure questo diventa un momento conviviale (in solitudine o meno), inteso come “c’è stato movimento” diverso da quello di un anonimo pasto in solitaria.

Ai prossimi rendez vous!

da leggere per poi vedere gli intrecci di “Desperate Housewife” o una puntata di Master Chef (tax, niente di Real Time!!)

giannolo, 16.12.2011

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