“Weekend” di Andrew Haigh – non il solito film

Eccomi, sono tornato!

E per dire la  mia sul film visto ieri sera alla rassegna “Quasi niente”, organizzata dall’Arcigay di Mantova.  Non è sempre detto che un film valga in base ai premi vinti ma questo…

Partiamo dai premi vinti:

Premio Volunteer al Frameline 2011, Premio della Giuria all’Outfest 2011, Premio del Pubblico all’SXSW 2011, al British Independent Film Awards (miglior attore esordiente – Tom Cullen – e miglior produzione), al Czech Gay and Lesbian Film Festival (miglior film e premio del pubblico), menzione speciale al Dinard British Film Festival, miglior film al Ghent International Film Festival, miglior prova al Golden Globe, miglior film internazionale al L.A. Outfest, migliori attori (Tom Cullen e Chris Nes) al London Critics Circle Film Awards, migliore attore (Tom Cullen) al Nashville Film Festival, premio del pubblico al San Francisco International Lesbian & Gay Film Festival, miglior film al SXSW Film Festival, premio del pubblico al Toronto Inside Out Lesbian and Gay Film and Video Festival. Oltre al premio del pubblico al Mix Fest di Milano.

Allora perchè il film in Italia non ha distribuzione? O è relegato ai circuiti omosessuali per altro sottotitolato da coloro che si prendono in carico la distribuzione del film, anche per una sola sera?

Beh, se in Italia funzionano solo film dove i gay sono macchiette, è normale, è già una mezza risposta.

Tutto sommato qui siamo dalla parte opposta di quella visione che le persone vorrebbero avere dei gay, uno degli argomenti trattati ampliamente del film che si vanta di avere due interpreti straordinari, per altro sempre in scena e con una naturalezza tale che sembra quasi di spiarli.

Sono persone normali. Uno romantico ed uno no, uno che sente l’esigenza del coming out, l’altro no, uno da una notte e uno da “costruiamo qualcosa”.

Nel mezzo: amici etero, gran bevute, pub etero (bellissima questa sequenza) e pub etero, funzionale solo per far incontrare i protagonisti, droga e sesso, lacrime e risate. Tutto in un’ora e mezza intensa. Potendo leggere la sceneggiatura ed i dialoghi in italiano sarebbe come leggere la somma dei pensieri e delle tipologie del mondo omosessuale, non diverso dal mondo etero (vedi le motivazioni per un matrimonio, la ricerca della felicità o del “semplice” stare bene, l’essere a disagio in certe situazioni ma con una rabbia dentro che finirà, in un modo o nell’altro, per esplodere.

I due sono persone normali, un artista ed un bagnino, persone comuni, di tutti i giorni, non le isteriche presenti in “come non detto” o “good as you” dove, prima di tutto viene la caratterizzazione e la battuta. Qui no. Si parla di aids, diritti, matrimonio, sogni, speranza, illusioni, disillusioni senza mai cadere nel già visto!

Non c’è una immediata immedesimazione nei personaggi ma poi si, ti entrano dentro o meglio, te li porti a casa e ci pensi, pensi a te e a loro, le cose in comune, quelle no…

Un gran bel film!

 

 

 

 

 

 

giannolo, 17.10.2012

da leggere (o vedere) con birra, tanta!

 

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giannolo

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