“Che confusione…” (Ricchi e Poveri docet)

A dispetto del titolo, questo mi sa che non sarà un pezzo allegro e solare (come se gli altri miei lo fossero). Già “confusione” è ciò che regna in me da quasi tre settimane durante le quali è successo di tutto: Roma (con la ricarica), un giro a Mantova con un amico di Modena (inizi della conoscenza non proprio perfetti ma ora c’è un buon legame anche se deve essere alimentato), l’assenza di C< da esattamente 15 gg (e mi fa ha fatto capire quanto sia profondo il legame (che si è modificato nel tempo) che ci lega e quanto mi siano pesati questi giorni. Ci sono i contatti romani, limitati a messaggi (e via che partono i ricordi). Devo metterci pure la mia prima presentazione (non di un libro mio!), in un locale!!, parlando davanti a delle persone!!, presentando libro e scrittore!! (e le emozioni che si sono manifestate). E cos’altro? La visita a Cremona di ieri sera con un amico che si sta dimostrando sempre più coinvolgente per le cose che dice e per l’entusiasmo con cui ne parla, tanto che gli brillano gli occhi e ti rende sereno. Ma c’è la ricoparsa (perchè secondo lui nei mesi sono maturato) di una persona con la quale le cose, dopo un mese che andavano bene, abbiamo rotto per tornare, da poco a risentirci.

Insomma, tutto in movimento. Io mi trovo circondato da cose in movimento ed in evoluzione e non so dove dirigermi. Se fossi un fumetto, l’immagine sarebbe quella di una tromba d’aria con in mezzo il mio viso o un mio swatch per capire che sono io, travolto da queste cose.

Non ci sono solo cose belle ma in questi giorni mi ha colpito “l’allontamento” di una persona, reo (io) di aver ringraziato molte persone durante il “Gallo Lettore’s Day” ma non lui che, tra l’altro mi ha fatto avere un mazzo di fiori che mi ha intenerito solo che… non averlo citato l’ha fatto sentire escluso ed io non so più come comportarmi perchè quando si inizia a recriminare i fatti passati allora serve di più che fare pace, c’è da riconquistare una fiducia.

Vedendole da fuori, queste cose sono un chiaro esempio di come ci siamo movimenti attorno a noi nonostante la (mia) sensazione sia quella di immobilità. Sono i sentimenti, le cose vive e di questo ne sono contento. C’è che non riesco a gestirli, non so che direzione prendere, dove andare…

Ho imparato ieri sera l’importanza della compassione, intesa come “patire con” sia come valenza legata ad una gioia che ad una legata alla sofferenza e di come sia molto più semplice aiutare ed amare ad es. i bambini a distanta meno chi ti sta a 500 metri. Discorso affascinante: i bimbi o i profughi o i terremotati o chiunque sia in difficoltà, se stanno a distanza, li aiuti “meglio”. Meglio per te, tela cavi con 2,00 euro o una donazione ma non senti il dolore, l’odore, non li devi sopportare. Prova a voler bene a chi sta a 500 metri da te: se ti mancano di rispetto in una pizzeria perche urlano al tavolo vicino e tu non riesci nemmeno a parlare, o a “voler bene” ad un collega di lavoro… Io, per ora non ci riesco, la strada è ancora lunga ma una cosa in più l’ho saputa.

Eccomi, pronto per una nuova trasferta romana ma anche per vedere che direzione prendere con le persone che si sono ritrovate in questo pezzo. Ce ne sono altre, che non nomino ma che hanno a che fare con il Borgogallo, con Roma, con alcune chat…

“… abbiamo imparato a nuotare  poi a correre e poi a stare immobili eppure ho questo vuoto fra lo stomaco e la gola, voragine incolmabile tensione evolutiva, nessuno si disseta ingoiando la saliva…” (Jovanotti)

giannolo, 15.11.2012

 

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