QN13 e dintorni

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© Gianni Ressi

Ci sono!

Si, un po’ in ritardo ma volevo comunque scrivere a proposito di un mese al cinema del carbone di Mantova. Questa sala, che è un po’ la “sala” per eccellenza anche solo per la varietà della programmazione e dell’offerta, mi ha visto ospite per più di un mese come spettatore e anche ciò che propongono fino a mercoledì vale la pena vedere.

Partiamo però dall’inizio e per me l’inizio risale a fine aprile, primi di maggio, quando è stato pubblicato l’elenco della rassegna che è legata al Carbone, un appuntamento annuale tradito solo una volta. Parlo di “Quasi Niente”, rassegna organizzata da Arcigay Mantova e dal cinema stesso.

Per la prima volta credo di aver visto la locandina e di non aver trovato un titolo che fosse uno che mi attirasse. Mancava il “Presque rien” della prima edizione, “Improvvisamente l’inverno scorso” o “Due volte genitori” di qualche anno fa. Pure l’anno scorso, nonostante una sala non proprio adatta (per localizzazione, qualità del suono e dell’immagine) c’erano alcuni titoli che spiccavano su altri, tipo “Weekend” o “Eyes wide open”. Questa volta no. Ho pure visto le varie schede, quello che si poteva trovare in rete aldilà dell’elenco delle partecipazioni a questo o quel festival ma a parte il fatto che ci fosse “Mala Noche” di Gus Van Sant, il suo primo film, gli altri…

Invece sono andato a tutte le proiezioni (tranne una) e qualcosa di bello l’ho trovato. C’è stata la sorpresa visto che ero partito prevenuto: “Come non detto”. A parte la “telefonata” del critico Patanè (che ha consigliato come titolo italiano migliore proprio questo), il film è un’opera molto carina, leggera ma non banale su tante cose in cui gli spettatori si potevano rivedere. Non volgare, a tratti divertente, bravi attori, un bel tocco di leggerezza e la presenza in sala del regista e di uno degli attori (per altro molto disponibili a parlare) hanno fatto la differenza. Credo che sia stato il titolo con più spettatori, forse perché per la prima volta (documentario a parte) non c’erano sottotitoli da rincorrere o forse perché era una storia non drammatica. E vedere la sala piena è sempre un gran bel vedere.

Per gli altri… Quello che mi ha creato qualche difficoltà è il titolo che ha aperto la rassegna “North sea texas” ma solo perché il film, sottotitolato, è parlato in fiammingo e non hai appigli sul seguire la storia se non i sottotitoli. Splendido per i colori, tutti quei gialli, gli arancioni, quella fotografia così livida, attori bravi (Pim mi ha fatto ricordare la protagonista di “Tomboy” ma anche l’attrice che interpreta Yvette, la madre è notevole), tempo rarefatto, musica protagonista insieme a loro. Oh oh, un altro titolo che per qualche ragione andava visto… forse allora tutti hanno un qualcosa di “speciale”? 🙂

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© Gianni Ressi

Del film di Van Sant cosa ricordare? Personalmente lo stato di essere “zerbino” di Walt, il protagonista, e quell’effetto “frontiera” illegale che rende ogni sequenza legata alla precarietà (di essere in un luogo, stanza o quartiere che sia). Un bella fotografia, anche in questo caso (forse sarebbe stato bello fare una serie di film tutti di Van Sant per vedere il suo percorso con i temi ricorrenti che ci sono nelle sue opere).

Ho perso il documentario “Le lesbiche non esistono” ma ero presente a “Come non detto”. A cose fatte, visto il primo film, un po’ troppo per cinefili, avrei messo questo o un titolo simile come film d’apertura, appunto per il fatto di essere un film solare e non solo, leggero ma non solo… bene!

L’ultimo film “Always Lawrence” è stata una sfida. Per la durata e la storia (anche in questo caso una difficoltà di genere o meglio una sfasatura su quello che si è fuori e come ci si sente dentro). Il film è un pò  troppo lungo ma ha un attore protagonista molto bravo, ci sono ottimi costumi e musiche e la cosa bella è che tutto è stato scritto, diretto, musicato da Xavier Dolan, il giovane regista che ha curato pure i costumi. Una storia di amore “totale” e senza differenze di genere, con alcune scene particolarmente intense (i litigi, ad es.) che ti lasciano o meglio, che ti catturano.

La rassegna finisce qui, non le visioni del Carbone che mi hanno visto in sala anche il martedì successivo con un capolavoro: l’adattamento cinematografico di un fumetto di Paco Roca, “Arrugas”, una bellissima graphic novel con tema l’alzheimer e che lo stesso autore aveva presentato due anni prima a Mantova in occasione del Festivaletteratura. Una pellicola, questa, commovente e splendida. Sicuramente da vdere e da (ri)scoprire.

© Gianni Ressi
© Gianni Ressi

Ma anche il film di questa settimana è notevole, un “caso”!

Bene, alla prossima rassegna e film…

 

PS: il film della settimana, “La Quinta Stagione” continua fino al 17.07! 🙂

giannolo, 11.07.2013

da leggere: senza bibite o popcorn e senza commentare in continuazione… siamo al cinema 🙂

 

 

 

 

 

 

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